Itinerario di 2 giorni a Genova

Genova è una città di mare, dal quale, sia oggi come in passato, trae la sua forza e la sua ricchezza. 

Sin dall’origine, grazie alla sua posizione particolarmente felice, è stata un crocevia fra il Mediterraneo e le rotte verso il nord Italia e l’Europa.

In età medievale l’insediamento di Genova si è sviluppato, come una città fortificata, sull’altura di Castelletto, di cui ancora oggi rimangono tratti di mura ed alcune porte, un esempio su tutte è Porta Soprana. 

Con il tempo e grazie alla ricchezza portata dal commercio, i grandi mercanti cominciarono a costruire ed abbellire i propri palazzi anche fuori le mura.

Nel ‘400, in piena epoca rinascimentale, gli antichi mercanti si trasformarono in banchieri, che finanziavano persino le case reali d’Europa, in un crescendo di splendore, che culminò nel cosiddetto “secolo d’oro”, fra ‘500 e ‘600.

Grandi e raffinati palazzi, chiese barocche, dipinti di alcuni dei più famosi artisti dell’epoca, ora sparpagliati nei vari musei, sono l’espressione di questo benessere e ricchezza.

In questo contesto, quando abbiamo deciso di visitare Genova, ci è venuto naturale concentrare la ricerca della nostra sistemazione in una zona centrale, vicina al porto, che è il cuore della città.

Abbiamo così scelto di alloggiare in un appartamento, situato in uno strettissimo vicolo, che qui prende il nome di caruggio, dove il sole fatica a penetrare. 

 

TRASPORTI GENOVA

Siamo arrivati a Genova con l’auto e il nostro host ci ha indicato un parcheggio sotterraneo, a pagamento, vicino all’Acquario, fornendoci anche due buoni sconto e consentendoci di pagare, così, la metà di quanto normalmente richiesto.

Con una posizione così centrale e favorevole abbiamo visitato la città a piedi ed utilizzato la metropolitana ed il treno solo per andare ai Parchi di Nervi per l’evento “Euroflora 2022”.  

La metropolitana di Genova è piuttosto recente, dispone di un’unica linea di poco più di 7 km, che da Brin arriva a Brignole in 8 fermate, attualmente in fase di ulteriore sviluppo. 

La cosa interessante è che dalle ore 10.00 alle ore 16.00 e dalle 20.00 alle 22.00 è completamente gratuita, almeno fino al 31 luglio 2022, nell’ambito del progetto “mobilità sostenibile”.

Sempre nell’ambito di tale progetto anche i mezzi verticali; ascensori, funicolari e cremagliera, sono completamente gratuiti in tutte le fasce orarie.

Per di più chi acquista un biglietto per Euroflora ha diritto all’utilizzo gratuito di tutti i mezzi pubblici, sia per l’andata, che per il ritorno!

Direi che si tratta di offerte molto interessanti, tant’è che Genova è la prima città italiana a sperimentare i trasporti pubblici gratuiti.

 

COSA MANGIARE A GENOVA

L’alimento per eccellenza della cucina Ligure e Genovese è il pesto.

Questo condimento a base di basilico, olio e pinoli è il condimento perfetto per ogni tipo di pasta, anche se qui si usa mangiarlo con le trofie e le trenette.

Qualsiasi ristorante avrà nel menù questo caratteristico piatto ed è impossibile visitare Genova senza mangiarlo.

Sicuramente un’altra specialità di Genova è la famosa focaccia, da assaggiare semplice, con sopra il formaggio (focaccia di Recco), la cipolla, le olive o le patate.

Vi suggerisco di provare anche la farinata di ceci, buonissima, che noi abbiamo gustato all’Antico Forno Patrone, in zona Porta Soprana, uno dei forni più buoni di tutta Genova.

Se una focaccia è perfetta per pranzare senza fermarsi e continuando a visitare la città, la sera vale la pena cenare in una delle tante trattorie tipiche di Genova, soprattutto della zona del Porto.

Consiglio vivamente di effettuare una prenotazione preventiva, soprattutto nel fine settimana, perché i locali sono davvero sovraffollati.

Noi solo dopo due tentativi siamo riusciti a cenare all’Osteria di Vico Palla, in zona Porto Antico, che serve buone specialità liguri ad un prezzo onesto. 

L’arredo è quello tipico di simili locali ed il personale è molto gentile ed accogliente.

 

ITINERARIO PER SCOPRIRE LA CITTA’

 

LA ZONA DEL PORTO DI GENOVA

Per la visita alla città io suggerirei di cominciare dalla zona del Porto Antico, che riqualificata nel 1992, in occasione dell’EXPO e delle Colombiadi, si presenta come un grande parco urbano dedicato ai divertimenti.

Proprio di fronte a Piazza Caricamento si erge la struttura dell’Acquario di Genova, progettato da Renzo Piano e da Peter Chermayeff come una grande nave blu, che sembra debba prendere il largo da un momento all’altro. 

All’interno si possono trovare circa 12.000 animali, appartenenti a 600 specie diverse e almeno 200 varietà di vegetali in 70 ambienti marini, lacustri e terrestri, appositamente ricreati.

Se avete intenzione di visitare l’Acquario in un giorno festivo, pre munitevi anticipatamente dei biglietti…già alle 10.00 della mattina staccavano i biglietti per l’ingresso delle ore 18.00!

Al termine del molo, su cui pare “attraccato” l’Acquario, sorge la Biosfera, una grande sfera di vetro e acciaio, progettata da Renzo Piano, all’interno della quale è stata ricreata una foresta pluviale. 

A fianco dell’Acquario, verso ponente, c’è la ricostruzione di un vascello – erroneamente indicato come galeone – costruito nel 1986 per il film “Pirati” di Roman Polansky.

Si può salire a bordo della “Neptune” dalle ore 10.00 alle ore 17.00 pagando un biglietto di € 6 per gli adulti ed € 4 per i bambini.  

Ad attrarre l’attenzione sono le dorature e gli stucchi che decorano l’imbarcazione, nonché la polena della nave che ritrae un Tritone. 

Adattissima a chi ha dei bambini, che possono scorazzare sui ponti e visitare sottocoperta.

Dalla parte di levante dell’Acquario, invece, si trova il Bigo, costruzione uscita sempre dalla matita di Renzo Piano. 

Si tratta di una spettacolare struttura con tanti bracci metallici, ad uno dei quali è collegato un ascensore panoramico che sale a 40 metri di altezza e permette una veduta a 360° gradi del porto e della città.

Siamo in Piazza della Peste e la nostra attenzione è attratta da nove pali allineati, su cui sembrano collocate delle “girandole”, che si muovono al vento. 

Sono delle “sculture cinetiche” opera dello scultore e pittore giapponese Susumo Shingiu.

Qui tutte le strutture portuali sono state recuperate e mentre ci avviamo in una zona del porto da cui potremo osservare il faro di Genova, la famosa Lanterna, notiamo che la lunga costruzione che in passato ospitava i magazzini del cotone, è stata recuperata e riconvertita in negozi, bar, ristoranti, cinema e gallerie d’arte.

Dalla parte opposta ai magazzini, sempre affacciata sul porto, ci appare la struttura fatiscente dell’ex silo granario Hennebique, abbandonata da oltre 50 anni. 

La sua riqualificazione, per una superficie di oltre 40.000 mq., prevede una destinazione ad uffici, sale congressi, stazione marittima per attività crocieristiche ed infine anche un hotel…il tutto dovrebbe essere pronto per il 2023!  

Arrivati alla fine della banchina ecco spiccare in lontananza la mole della famosa Lanterna di Genova, ossia il suo faro, che con i suoi 77 metri d’altezza, guida ancora oggi i naviganti.

E’ il faro più alto ed antico del Mediterraneo, costruito nel 1128 su uno scoglio di 107 mt., dopo varie vicissitudini, fu definitivamente ricostruito nella sua forma attuale nel 1543.

Sempre nella zona del porto, la poderosa Porta del Molo, che faceva parte della cinta muraria, è attualmente chiusa, poiché in fase di risistemazione.

Il Museo Luzzati, ospitato al suo interno, è intitolato ad Emanuele Luzzati, un artista genovese specializzato soprattutto nelle arti visive, ma anche scenografo e illustratore di fama internazionale.

A breve distanza dall’area dell’Acquario, al termine della Darsena, troviamo l’altra principale attrazione della zona del Porto antico; Galata – Museo del mare.

Su un’area di oltre 10.000 mq., in quella che erano i magazzini delle granaglie, è stato creato questo museo del mare, il più grande di tutto il Mediterraneo.

Ospita spazi multimediali ed interattivi molto interessanti, soprattutto per i ragazzi, ed al suo interno vi è anche la ricostruzione di una galea del ‘600; mentre il sottomarino Nazario Sauro, costruito nel 1976 e dismesso dalla Marina militare nel 2002, può essere osservato anche esternamente al museo, poiché attraccato alla darsena.

Genova, come Barcellona, sono un esempio di come città marinare, siano riuscite a trasformare le loro zone portuali, a volte degradate e poco invitanti, in un polo di attrazione per i turisti e un fiore all’occhiello per la città.

 

LA GENOVA DEI CANTAUTORI

Vorrei ora suggerirvi un itinerario, che partendo da Piazza Caricamento, si srotola nelle strette vie che scorrono parallele al porto e che raccontano un’altra Genova, quella degli stretti vicoli, delle piazzette che si aprono all’improvviso fra i palazzi, dei negozi artigianali e di un’umanità eterogenea che la popola e l’attraversa.

Se in Piazza Caricamento volgiamo le spalle al mare, non possiamo non notare sulla destra la bellissima facciata affrescata del Palazzo San Giorgio, risalente al 1260, dapprima sede del Capitano del Popolo, poi della Dogana ed infine del Banco di San Giorgio, a cui deve il nome. 

Oggi è sede dell’autorità portuale di Genova.

Da Piazza Caricamento si può prendere Via Di Sottoripa, una strada porticata, che ancora oggi accoglie botteghe e una tipica friggitoria, ma che in passato ospitava anche i magazzini dei mercanti, che sopra avevano le loro abitazioni, in affitto dalle autorità cittadine.

Dopo qualche centinaio di metri, conviene uscire nuovamente sulla piazza per ammirare l’alta Torre dei Morchi, antica superstite della Genova medioevale, che, come l’attiguo palazzo, faceva parte dell’hotel Croce di Malta.

Rientrati sotto i portici, si svolta a destra e si comincia ad inoltrarsi in un dedalo di vicoli, su cui affacciano anche bei palazzi, alternati a case più modeste, per arrivare a piccole piazzette – meglio qualificate come “larghi”- e chiesette…fino a giungere alla famosa Via del Campo, cantata da Fabrizio De André nelle sue canzoni.  

Ancora oggi conserva parte dell’atmosfera cantata da De Andrè con l’aggiunta di un tocco multietnico, che si propaga anche in Via Prè, che imbocchiamo dopo aver attraversato Via delle Fontane.

Caratteristica, in via del Campo, è la piazza Vachero, dove la famiglia Vachero fece costruire una fontana per nascondere la colonna infame, con inciso il biasimo nei confronti del capofamiglia, Giulio Vachero, condannato per tradimento dal Governo della Città, che fece radere al suolo il suo palazzo, che sorgeva proprio lì.

Via di Prè, invece, deve il suo nome ai prati che erano situati fuori le mura, questa infatti era una zona rurale, che solo dopo il XV secolo fu inglobata nella città.

Da Via di Prè, prendendo Via Balbi, in breve si arriva a Piazza dei Truogoli di Santa Brigida.

E’ questa una delle piazze più particolari della città di Genova.

Posta in fondo ad una breve scalinata e circondata da alte case colorate, la piazza, di forma allungata, ha al centro alcune vasche – i truogoli – che servivano come lavatoi pubblici.

 

PALAZZO REALE GENOVA

Lungo via Balbi sorgono bellissimi palazzi attualmente sedi di Facoltà Universitarie, quello che noi stiamo cercando è Palazzo Reale, che siamo costretti a visitare di sabato, poiché chiuso la domenica, il lunedì e il martedì…un vero peccato se si è in città solo in quei giorni. 

Conservate il biglietto perché vale anche per la visita di Palazzo Spinola, situato in Via Garibaldi, che ospita la Galleria Nazionale.

Deve il nome ai Savoia, che lo acquisirono nel 1824.

Esternamente lo stile è barocco, colorato di rosso e bianco, dotato di un cortile esterno, ospita al piano primo il Museo di Palazzo Reale con diversi quadri importanti di Van Dick e sale riccamente arredate e decorate. 

La sala degli specchi, con i suoi diversi lampadari scintillanti, è un ambiente di notevole interesse.

Quello che più mi ha attratto è però la grande veranda, in passato probabilmente adibita a giardino pensile.

Notevole è anche il cortile con la sua pavimentazione a mosaico in bianco e nero che raffigura animali stilizzati.

 

CENTRO STORICO DI GENOVA

E’ giunto il momento di addentrarci nella parte più centrale ed antica della città, di fare un tuffo nel medioevo, fra strette vie e vicoli, che ogni tanto si aprono in piazzette dove sorgono chiese e palazzi.

E’ qui che sorge il Duomo di San Lorenzo, al momento della nostra visita purtroppo completamente ricoperto dalle impalcature, eccezion fatta per una grande statua che raffigura un bellissimo leone. 

Tuttavia l’interno, con le sue tre navate, le cappelle laterali riccamente decorate ed affrescate, ci ripaga ampiamente della vista negata degli esterni e dei tempi di attesa per la visita dell’interno.

Da Piazza San Lorenzo a Palazzo Ducale, il passo è breve.

Qui abbiamo appuntamento con l’Associazione “Amici dei Musei”, che tutti i venerdì e i sabati, alle 15.30, accompagna i turisti in visita alla Torre Grimaldina e alle carceri, al costo di € 5,00 a persona.

Il Palazzo ospita abitualmente mostre ed eventi e presenta un cortile interno a colonne e uno scalone a due rampe.

La nostra guida ci accompagna fino alla Torre Grimaldina, da cui possiamo ammirare un panorama a 360° sulla città. 

A contrasto la visita alle singole celle, che hanno ospitato anche detenuti illustri come Jacopo Ruffini, ci impone di abbassarci ed il caschetto giallo di cui ci hanno dotato inizialmente, si rivela provvidenziale. 

Disegni ed iscrizioni ci fanno comprendere come qui la vita carceraria fosse piuttosto dura, nel periodo in cui furono utilizzate, dal ‘600 fino all’800.

Uscendo dal retro di Palazzo Ducale veniamo catapultati nella piazza più grande di Genova; Piazza De Ferrari.

Piazza De Ferrari è la piazza principale della città, la più grande, sede di eventi e manifestazioni e centro commerciale, finanziario ed economico di Genova.

Con al centro la bella fontana in bronzo, contornata dai Palazzi della Borsa, dal Teatro Carlo Felice con il suo porticato a colonne e dal retro di Palazzo Ducale, da questa piazza partono le principali arterie cittadine come Via XX Settembre e Via Dante. 

Da qui cominciamo a salire verso Porta Soprana e notiamo la singolarissima chiesa di San Donato, in stile romanico con la sua torre ottagonale, caratterizzata da due ordini di bifore e poco più avanti i giardinetti Emanuele Luzzati, centro di eventi culturali ed artistici giovanili. 

E’ però la piazza delle Erbe, poco lontana, il fulcro delle attività serali e notturne dei giovani, attratti dai numerosi localini che vi si possono trovare.

Arriviamo finalmente alla interessante Porta Soprana, che segna il confine fra il centro storico e l’abitato moderno, al di là della quale si può trovare la chiesa riedificata di Sant’Andrea, di cui sopravvive ad oggi solo lo splendido chiostro, e la Casa – anch’essa ricostruita – di Cristoforo Colombo.

Trovandoci nella parte alta della città vediamo in rapida successione la chiesa di Sant’Agostino ed il suo museo per poi dirigerci verso l’omonimo teatro, meglio noto come Teatro della Tosse.

 

GENOVA DALL’ALTO

Se volete vedere Genova dall’alto, due sono i principali Belvedere; quello di Castelletto e quello dei Righi.

Da quest’ultimo parte anche il percorso per il giro dei forti, lungo 7 km. 

Noi però scegliamo di visitare Castelletto, che raggiungiamo risalendo una tipica creuza, che è il termine ligure per definire gli stretti sentieri o mulattiere che si inerpicano sulle colline, formati da mattoni rossi al centro e ciottoli tondi ai lati, sebbene fosse possibile prendere un ascensore in stile liberty che porta direttamente alla spianata di Castelletto.

Direi che la fatica della salita è ripagata ampiamente dall’incantevole vista, che consente di spaziare sui tetti della città, fino al Porto ed allo stadio di Marassi.

 

STRADA NUOVA E I ROLLI

Scendendo da Castelletto,  arriviamo in breve in Via Garibaldi, che già avevamo scrutato dall’alto.

Via Garibaldi, in origine chiamata Strada Nuova o Via Aurea, fu aperta in pieno ‘500 come strada residenziale; i bellissimi palazzi che vi sorgono da entrambi i lati, appartenevano infatti alle famiglie più facoltose di Genova, che qui costruirono le loro dimore, simbolo di potere e ricchezza!

Si tratta di ricchi e sfarzosi palazzi, che con il tempo divennero sedi di istituzioni, banche e circoli privati, che preservarono in tal modo un patrimonio architettonico e artistico eccezionale.

Come già detto qui troviamo Palazzo Spinola che ospita la Galleria Nazionale, Palazzo Bianco e Palazzo Rosso, sede dei musei cittadini e Palazzo Doria Tursi, che oltre a contenere alcune sale espositive, è anche la sede del Comune di Genova.

Essere gli unici visitatori ad attraversare questa via pedonale, verso sera, in un silenzio irreale, circondati dai maestosi Palazzi, uno più bello dell’altro…sarebbe un torto citarne solo alcuni…è un’emozione davvero forte!

Abbiamo anche la fortuna di trovare l’ingresso di Palazzo Doria Tursi aperto, nonostante la giornata festiva, e di poterne ammirare la scala, che introduce ad un cortile colonnato con scalone a due rampe a servizio del loggiato superiore.

In questi luoghi di esprime tutta la gloria, la ricchezza ed il potere della città di Genova del cosiddetto secolo d’oro!

Vale la pena ricordare che quasi tutti i palazzi presenti in Via Garibaldi sono inseriti nei famosi Rolli di Genova, antichi elenchi che comprendevano i più ricchi e sfarzosi palazzi che le famiglie aristocratiche di Genova mettevano a disposizione del governo cittadino per ospitare personalità d’alto rango in visita alla città. 

Attualmente durante il mese di maggio vengono organizzati i Rolli Days, visite guidate ai suddetti Palazzi, che per l’occasione aprono le porte ai cittadini!

 

BOCCADASSE

Proprio percorrendo Via XX Settembre, la strada cittadina dello shopping, con i suoi negozi tradizionali, affiancati sempre più da negozi di marchi internazionali, si arriva con l’autobus in un angolino nascosto e fino a poco tempo fa poco conosciuto; Boccadasse.

Si tratta di un piccolo borgo di pescatori formato da una manciata di case colorate abbarbicate sugli scogli che affacciano su un piccolo porticciolo con qualche bar e taverne, frequentate soprattutto nei fine settimana.

Dal porto parte una creuza che porta alla chiesa di Sant’Antonio di Padova, realizzata nel ‘700 dai pescatori e dagli abitanti del borgo. 

E’ un piccolo lembo di terra che si è salvato dalla speculazione edilizia che invece ha danneggiato altri vicini tratti di costa.

Diverse sono le ipotesi da cui si pensa derivi il nome Boccadasse; dal nome di un antico proprietario Guglielmo Boccadassino, da un torrente che qui sfociava chiamato Asse e dalla forma della piccola Baia detta a schiena d’asino.

Si dice poi che Boccadasse abbia dato il nome al quartiere di Buenos Aires “La Boca”, abitato da immigrati argentini e di conseguenza alla squadra del Boca Juniors.

E’ qui che si trovava la soffitta di cui Gino Paoli cantava ne “La Gatta”!

Ed è qui che noi arriviamo verso sera, con la dolce luce del tramonto che pennella i colori delle case e ci fermiamo a mangiare in un ristorantino sul mare.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             

Per completare la nostra gita a Genova non ci resta che visitare quei luoghi che in passato erano delle municipalità separate da Genova e che ora la città ha invece conglobato.

Si tratta di Pegli e Nervi, rispettivamente ad ovest ed est di Genova, che con i loro parchi e palazzi, sono una testimonianza di come questi luoghi, in passato, fossero le mete preferite dall’aristocrazia e dalla borghesia di inizio secolo. 

Ve ne parlerò nel prossimo articolo intitolato “Parchi e Palazzi di Pegli e Nervi – Euroflora 2022.

 

 

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