Aran Islands – 6° tappa del viaggio in Irlanda

Senza dubbio la visita alle Aran Islands è una delle tappe più attese di questo viaggio in Irlanda…ne abbiamo sentito parlare e decantare in libri, poesie e canzoni, da amici e viaggiatori…ed ora è un sogno che si realizza.

Si tratta di 3 piccole isole allineate a formare una sorta di catena di fronte alla baia di Galway.

La roccia calcarea di cui sono formate è simile a quella del Burren, ma se geologicamente appartengono alla Contea di Clare, da un punto di vista amministrativo fanno parte della Contea di Galway.

E’ solo grazie al continuo lavoro dell’uomo, che le ha abitate fin dai tempi remoti, se queste isole non sono scogli rocciosi in mezzo all’oceano, ma presentano un territorio verde con prati e terreni coltivati.

I loro abitanti infatti liberarono i terreni dalle pietre, coltivando le fessure fra le rocce e spargendo le alghe sui terreni come fertilizzante.

 

Le isole Aran vivono prevalentemente di pesca e di turismo.

Sono raggiungibili da Doolin; traghetto per Inisheer, la più piccola delle Isole Aran e la più vicina alla terraferma e da Rossaveal, 40 km. ad ovest di Galway ed eventualmente anche con voli che in 10 minuti possono atterrare indifferentemente su tutte le isole, poiché tutte tre dotate di una pista di atterraggio.

Noi scegliamo di partire da Rossaveal verso Inishmore, la più grande delle Aran, tuttavia da questo porto è possibile andare anche a Inishmaan.

Il mio consiglio è di effettuare la prenotazione con pagamento online la sera precedente la partenza, ci si può risparmiare qualche euro e l’eventuale fila delle giornate di punta.

 

Quando ci presentiamo all’imbarco la giornata è serena, ma durante la traversata una pioggerellina fastidiosa ed insistente ci accompagna per tutto il tragitto.

Non ci scoraggiamo e decidiamo comunque di noleggiare le biciclette per poter visitare l’isola agevolmente.

Ci viene fornita una cartina con l’indicazione dei punti più caratteristici e delle strade, rimanendo stupiti che non ci chiedano un documento di identità a garanzia…probabilmente trafugare una bicicletta sul traghetto della sera non passerebbe inosservato! 

Lasciamo il porto intabarrati nei nostri anti-pioggia, decidendo di seguire la strada che percorre la costa meridionale dell’isola, ma qualcosa non funziona perché ci ritroviamo sulla strada che percorre l’isola dall’interno…e meno male che di strade ce ne sono davvero poche!

Devo dire però che questo errore si rivela positivo, poiché scopriamo che questa strada è meno impegnativa dell’altra e nel frattempo, fortunatamente, la pioggerellina scompare, il cielo si apre un po’ come per magia ci troviamo su una collina, circondati da verdi prati delimitati da muretti a secco, qualche cottage isolato e in lontananza il mare.

Personalmente mi sembra di stare dentro un sogno mentre pedalo lentamente in questo paesaggio così particolare, auto non se ne vedono, ai lati della strada i tipici muretti a secco…se ne contano 1600 km complessivi fra tutte le isole.

Sono talmente in contemplazione di quanto mi circonda, che rimango staccata da mio marito e da mia figlia, fino a quando mi accorgo che loro hanno già imboccato la discesa e sono fermi allo stop in mia attesa.

Il mio sguardo abbraccia loro e il cottage lì accanto in pietra grigia, da dove dietro il muretto spunta la testa di un cavallo…l’immagine mi porta alla memoria quei film ambientanti nella campagna inglese tratti dai romanzi di Jane Austen!

 

Dopo una lunga discesa finalmente la strada arriva al mare, in una piccola baia una striscia di sabbia bianca ci appare improvvisamente, è la Kilmurvey Beach, una delle poche spiagge di Inishmore, bandiera blu per tanti anni consecutivi.

Ci fermiamo a contemplare il mare e la spiaggia presso che deserta, mentre un timido sole ci riscalda, tanto che cominciamo a togliere qualche capo del nostro abbigliamento a “cipolla”!

Certo non mi viene in mente di farci un bagno, ma almeno bagnarmi i piedi sì… ed è questa l’unica occasione in Irlanda in cui siamo al mare e mi capita di pensarlo! Probabilmente dipende anche dalla posizione riparata della spiaggia.

Parliamo con alcuni ragazzi che provengono da una strada diversa dalla nostra e scopriamo che in un’altra baia appartata poco lontano da lì hanno potuto osservare alcune foche mentre si crogiolavano al sole.

Il nostro obiettivo al momento è raggiungere Fort Daengus, ma ci ripromettiamo al ritorno di andare anche ad ammirare la colonia di foche poco lontano dalla Kilmurvey Beach.

Al bivio di fronte alla spiaggia prendiamo pertanto la strada sulla sinistra e saliamo fino al centro visitatori, davanti al quale ci sono centinaia di stalli per le biciclette.

Troviamo anche qualche van che trasporta i turisti, nonché alcuni calessi con a bordo i visitatori, ma il modo migliore per visitare queste isole è la bicicletta, che ti consente di andare e di fermarti dove vuoi tu!

 

Il Don Aengus è un forte preistorico situato su un altipiano a strapiombo sul mare, che forma un’alta scogliera suggestiva quanto le Cliffs of Moher.

Dopo aver pagato il biglietto – non ci sono passaggi aperti che consentano di risalire il pendio – entriamo da un passaggio obbligato e camminiamo a lungo sul sentiero che porta al forte. Sono circa 900 metri in salita per arrivare in cima.

Il paesaggio intorno a noi è quello desolato del Burren, con rocce sparpagliate ricoperte di una corta erbetta, e qualche cottage che emerge in lontananza. Un cane instancabile si diverte a correre dietro agli uccelli…la sua è una sfida davvero ardua! 

Di fronte al forte troviamo alcune pietre disposte come cavali di frisia per tenere a distanza il nemico, poi una doppia cinta di mura, formata da pietre strettamente interconnesse, anche senza l’aiuto di calce e/o cemento che le tengano insieme.

All’interno del forte ci sdraiamo a terra sul bordo della scogliera e sporgendoci oltre il bordo osserviamo le onde, che sessanta metri più sotto si frangono contro le rocce. E’ uno spettacolo davvero emozionante!

 

Al ritorno, sul sentiero, ci fermiamo ad osservare alcuni artigiani che con giunchi ed altri steli intrecciati fra loro creano delle ceste, mentre al centro visitatori, dove piccoli negozietti espongono prodotti artigianali tipici delle isole, mia figlia acquista un maglione di lana intrecciato di un bel color grigio perla.

Ora che abbiamo visitato il Don Aengus, attrattiva principale dell’isola, possiamo cercare la spiaggia con la colonia di foche ed ecco che lungo la strada indicataci dai ragazzi incontrati in mattinata, una lunga baia ospita parecchie foche distese al sole ed altre che si tuffano in acqua e riemergono.

Anche se non ci si può avvicinare più di tanto, è comunque per noi uno spettacolo insolito, che facciamo fatica a lasciare…ma la nostra gita deve proseguire, stiamo tornando nella zona del porto per visitare la zona più a sud dell’isola.

Intanto sulla nostra sinistra scorre una bella scogliera dove stazionano dei cormorani, mentre sulla destra alcune mucche pascolano in un terreno delimitato da una staccionata. Più avanti ancora uno stagno si staglia lungo il litorale.

Sono attimi e immagini che mi si imprimono fortemente nell’animo perché l’ambiente che mi circonda è molto particolare, incontaminato e nonostante siamo consapevoli che l’isola sia piena di turisti, noi abbiamo la fortuna di averne incontrati pochi…forse il nostro giro segue un itinerario meno consueto.

 

Tornati a Kilronan e al porto e dopo esserci rifocillati, partiamo alla scoperta della parte sud dell’isola

Qui non incontriamo anima viva, la strada costeggia una baia con una spiaggia piuttosto bassa…più avanti sono segnalate delle rovine, dobbiamo però lasciare la strada principale ed inerpicarci all’interno.

Una signora uscita da un cottage ci dice però che possiamo raggiungerle solo se lasciamo le biciclette e proseguiamo a piedi.

Fatti un po’ di conti realizziamo che non ce la possiamo fare se vogliamo prendere il traghetto del ritorno, così a malincuore riprendiamo la strada per tornare a Kilronan…

Il primo traghetto del ritorno lo abbiamo perso e così passeggiamo sull’ampia spiaggia che al mattino non c’era…la bassa marea ci consente di avvicinarci ad una barca in secca, che al nostro arrivo galleggiava…segno che la differenza di maree è notevole…

Ma ecco arrivare il nostro traghetto e se al mattino siamo stati all’interno perché il vento e la pioggerellina ci infastidivano, ora occupiamo il ponte scoperto dove facciamo amicizia con due ragazze svizzere che stanno facendo il tour dell’Irlanda in senso inverso rispetto al nostro e ne approfittiamo per chiedere informazioni sulle prossime tappe. 

E’ con un po’ di nostalgia che vediamo allontanarsi queste isole aspre e solitarie mentre ci avviciniamo alla costa…il mio consiglio per chiunque visiti l’Irlanda è di includerle nel proprio itinerario di viaggio.

Ora però dobbiamo proseguire il nostro tour…il giorno seguente un’altra tappa sicuramente emozionante ci attende…il Parco Nazionale del Connemara e la Contea di Sligo!

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