Cappadocia in 3 giorni – il mio viaggio in Turchia

Finalmente è arrivato il momento di raccontarvi  questo pezzettino di Turchia che mi ha fatto totalmente perdere la testa.

Ho impiegato un po’ di tempo prima di iniziare a scrivere questo articolo, un po’ per paura di non rendere giustizia a un luogo così bello e carico di magia e un po’ per paura di non riuscire a trovare le parole giuste per farvi capire le emozioni che si provano al cospetto di questa meraviglia naturale.

 

Mi sono innamorata di questo luogo un po’ di anni fa, mentre sfogliavo foto su Instagram, tra uno scatto e l’altro mi sono imbattuta in un paesaggio quasi surreale, con conformazioni rocciose appuntite e tante mongolfiere colorate in cielo.

Quest’immagine mi ha accompagnato per anni.

Nella mia mente l’avevo inquadrato come un luogo magico, speciale, un paradiso terrestre dove magari un giorno anch’io sarei andata e salita sopra a una di quelle mongolfiere che volteggiano nel cielo.

E’ stato solo qualche mese prima di partire che, informandomi, ho pian piano realizzato che visitare la Cappadocia non solo era possibile, ma che non costava neanche molto.

La Cappadocia è quel posto che tutti bramano di poter vedere almeno una volta nella vita, ma che sembra quasi impossibile da raggiungere, talmente bello da far sembrare impensabile potervi organizzare un viaggio.

Invece basta solo un po’ di coraggio, il coraggio di realizzare il proprio sogno.

 

LO SPETTACOLO DELLE MONGOLFIERE IN CAPPADOCIA

 

Ogni giorno, all’alba, qui si alzano in cielo centinaia di mongolfiere cariche di persone speranzose di vedere lo spettacolo più bello della loro vita. Puntualmente questa speranza viene confermata!

Non è di certo mia consuetudine svegliarmi prima dell’alba per ammirare il sorgere del sole; non tutti ne hanno avuto l’occasione o ne hanno la voglia, ma è un piccolo sacrificio che qui in Cappadocia si deve fare!

Di compagnie che organizzano i voli ce ne sono tante, le migliori sono Royal Balloon, Butterfly Balloons e Cappadocia Voyager Balloons.

Per un volo di circa 1 o 2 ore, in una cesta con 20 persone, il costo può variare da € 165 ad € 190, anche se  ultimamente i prezzi stanno aumentando.

Voli meno affollati sono possibili, ma ad un costo superiore ad € 200.

Nel pacchetto è compreso:

  • il servizio di trasporto con un mini-van che, alla mattina presto, passa a prendere i clienti presso l’hotel in cui soggiornano;
  • una colazione prima della partenza, considerato che in albergo non viene servita così presto;
  • 30 minuti di “corso” durante il quale vengono fornite informazioni sulle norme di sicurezza;
  • un brindisi con spumante al termine del volo;
  • un attestato che certifica la partecipazione al volo!

Le mongolfiere volano quando ci sono le condizioni atmosferiche ideali per farlo, solitamente quindi tutte le mattine, ma è possibile che qualche giorno non partano, come è successo a noi.

Per assicurarsi di fare il volo con le mongolfiere sarebbe bene fermarsi in Cappadocia almeno 3-4 giorni, in modo tale da avere molte mattine a disposizione.

Inoltre ricordatevi di prenotare il volo con largo anticipo da casa, dai siti delle compagnie o tramite il vostro hotel e di prenotare per più di una mattinata, in modo tale da non perdere il posto causa maltempo.

Lo dico per esperienza diretta, in quanto problemi con la prenotazione, un meteo non troppo favorevole nelle prime ore di luce della giornata e poco lasso di tempo non ci hanno consentito di effettuare il volo.

 

Comunque non ci siamo demoralizzati ed abbiamo colto la palla al balzo per ammirare lo spettacolo da terra!

Göreme è una città costruita in mezzo ai “camini delle fate”,  posta ai piedi di un promontorio da cui si può ammirare lo spettacolo delle mongolfiere mentre volano, si alzano, si abbassano e passano sopra alle nostre teste.

E’ un luogo molto romantico, nonostante la presenza di parecchia gente e le basse temperature, causate da una forte escursione termica.

 

 

La Cappadocia è un territorio appartenente alla regione turca dell’Anatolia centrale, il cui nome significa terra dei bei cavalli. E’ diventata famosa in tutto il mondo per lo spettacolo naturale che la caratterizza.

Milioni di anni fa l’eruzione di cinque vulcani ha riempito di magma le depressioni che si erano formate nella zona, creando, con l’andare del tempo, un unico altopiano.

Il minerale che componeva il magma non era molto resistente, perciò, la continua erosione dell’acqua e del vento, nel corso degli anni, ha scolpito numerose valli, grotte, cavità e piramidi chiamate “camini delle fate”.

 

Zona di passaggio per le rotte commerciali – di qui passava la famosa Via della Seta –  per millenni la regione è stata ricca di insediamenti umani.

Vi fiorirono alcune antiche civiltà, ciascuna delle quali vi ha lasciato la propria impronta culturale.

I cosiddetti “camini delle fate” infatti sono delle conformazioni rocciose a forma di prisma o fungo dove l’interno è stato scavato per renderle funzionali come abitazioni, monasteri o anche stalle!

Questo fenomeno si sviluppò in epoca bizantina, quando, eremiti cristiani e successivamente popolazioni intere si trasferirono qui, trasformando quest’area in un territorio rupestre con ben 365 edifici, alcuni dei quali decorati internamente con affreschi per lo più religiosi.

 

La Cappadocia non è una destinazione usuale, cercare informazioni, consigli e materiale su internet  al riguardo non è stato affatto semplice! La guida Lonely Planet, che solitamente è una mia fidata alleata di viaggio, inaspettatamente non si è rivelata molto d’aiuto.

Questo perché essenzialmente quello che si va a vedere in Cappadocia è LA NATURA; quindi valli con nomi incomprensibili, che non è mai chiaro da dove partano e dove finiscano, musei a cielo aperto e città sotterranee, insomma luoghi di interesse non facilmente individuabili sulla cartina.

Quindi partiamo subito con il fare un po’ di chiarezza!

 

In Cappadocia non ci sono grandi città, ma paesini collegati tra loro da percorsi in mezzo alle valli, oltre che da qualche strada.

Göreme è il fulcro della regione, dove c’è maggior concentrazione di ristoranti, hotel e camini delle fate! Qui Infatti molti hotel hanno scavato le stanze della loro struttura proprio all’interno dei camini delle fate, alloggiarvi diventa quindi un’esperienza davvero suggestiva.

Questo è anche il punto principale da dove poter ammirare lo spettacolo delle mongolfiere all’alba, dal promontorio posto proprio in cima alla città.

Da Göreme inoltre partono la maggior parte dei trekking che passano in mezzo alle valli. Alloggiare qui perciò non è solo consigliato, ma doveroso.

 

Abbiamo dedicato a questa zona della Turchia 3 giorni pieni, che ci sono sembrati perfetti per vedere un po’ di tutto senza doversi affrettare, ma neppure annoiarsi.

Prima della partenza non avevamo un programma ben definito, perché non eravamo a conoscenza del tempo necessario a percorrere i vari trekking e degli imbocchi dei sentieri, da individuare attentamente.

A grandi linee sapevamo già quali erano le tappe imperdibili, ma abbiamo organizzato le 3 giornate di viaggio che avevamo a disposizione in loco, mano a mano che ci ambientavamo e imparavamo a conoscere i luoghi.

Le valli sono veramente tante, ma alcune si contraddistinguono per i camini delle fate più belli, le imperdibili sono sicuramente la Love Valley, Rose Valley, Red Valley, Pigeon Valley e il piccolo sito di Paşabağı. Per maggiori informazioni leggere l’articolo dettagliato con i trekking della Cappadocia. (LINK).

Alla fine abbiamo ideato un itinerario che si è rivelato vincente:

 

GIORNO 1: Göreme Open air Museum, Paşabağı, Zelve Open Air Museum – avremmo avuto tempo di andare anche alla Pigeon Valley ma a causa di un malessere intestinale improvviso siamo tornati in hotel a metà pomeriggio.

GIORNO 2: Città sotterranea di Kaymakli, Ihlara Valley, Monastero di Selime, Castello di Uchisar

GIORNO 3: Love Valley, Çavuşin, Rose e Red Valley

 

Se si ha intenzione di visitare la maggior parte di questi luoghi conviene acquistare la Museum Pass della Cappadocia, per una durata di 72 h ed al costo di 75 TL (circa 15 €), che da l’accesso a:

Göreme Open Air Museum, la Chiesa Scura (Karanlik Kilise), la Valle di Ihlara, il Monastero di Selime, la Città sotterranea di Derinkuyu, la Città sotterranea di Kaymakli, la Città sotterranea di Özkonak, Zelve Open air Museum, il museo di Nevşehir, le rovine di Çavuşin, il museo di Hacıbektaş, il museo di Aksaray, la Valle del Monastero di Aksaray, la Chiesa di San Giovanni a Nevşehir Gülşehir e il monastero di San Nicola a Nevşehir-Ürgüp.

Rimane escluso il Castello di Uchisar.

 

GIORNO 1

 

GÖREME OPEN AIR MUSEUM

 

Il Göreme Open Air Museum non è altro che uno spazio all’aperto in cui si possono ammirare alcuni dei camini delle fate con gli affreschi più belli e ben conservati dell’intera regione.

In passato infatti, i camini delle fate, oltre che come abitazioni erano utilizzati anche come cappelle e chiese.

L’ingresso è a pagamento, ma alla biglietteria si può acquistare la Museum Pass per la Cappadocia così da essere a posto per tutta la vacanza.

E’ uno dei luoghi più turistici della Cappadocia e nelle ore centrali della giornata brulica di turisti, per questo è importante visitarlo in orario di apertura o di chiusura.

Per qualche lira turca in più si può visitare anche la chiesa bizantina di fronte al parcheggio, poco fuori dall’ingresso del Museo a cielo aperto di Göreme.

La chiesa è scavata anch’essa dentro ad un camino delle fate e vale la pena entrare per ammirare degli affreschi davvero belli ed affascinanti. Al suo interno abbiamo incontrato anche due ragazze italiane che ne stavano restaurando una parte.

PAȘABAG (O PAȘABAGI)

 

Lungo la strada tra Çavuşin e il Zelve Open Air Museum si incontra il piccolo sito di Paşabağı famoso per la presenza dei tipici camini delle fate a forma di fungo.

Qui c’è un vasto parcheggio, qualche bancarella che  propone spremute di arance e melagrane fresche e sentieri acciottolati che si inoltrano fra i camini delle fate.

In totale libertà e senza dover pagare alcun biglietto di ingresso, è possibile esplorare ogni angolo di questo sito, arrampicarsi sulle varie conformazioni ed esplorare le cavità.

 

ZELVE OPEN AIR MUSEUM

 

Proseguendo per la stessa strada arriverete al Museo a cielo aperto di Zelve, molto più grande rispetto a quello di Göreme e con camini delle fate totalmente diversi dai precedenti.

Il percorso da seguire è segnalato da scritte su massi posti lungo una passerella in pietra che percorre da sinistra a destra la Valle di Zelve I, la Valle di Zelve II e la Valle di Zelve III.

Qui i camini delle fate assumono un colore più rossastro e si sviluppano lungo le pareti rocciose,  quasi come una piccola città.

E’ un intervallarsi di grotte, piccionaie, affreschi e conformazioni particolari…per chi ama esplorare, qui si può divertire!

 

Il nostro primo giorno in Cappadocia si conclude con un bel virus intestinale che non ci permette di proseguire la visita con la Pigeon Valley.

 

GIORNO 2

 

CITTÀ SOTTERRANEA DI  KAIMAKLI

 

In Cappadocia si trovano numerose città sotterranee, che venivano utilizzate dai primi cristiani sfuggiti alle persecuzioni religiose decretate da Costantinopoli e alle incursioni degli Arabi musulmani.

Scavate in profondità, ci sono cucine, stanze adibite allo stoccaggio dei viveri, camere da letto e lunghi corridoi piuttosto stretti e bassi che collegano i vari piani.

La più profonda della Cappadocia è Derinkuyu, almeno 85 metri con ben 13 piani, anche se al pubblico ne sono visitabili solo alcuni. E’ un vero labirinto di cunicoli e stanze più o meno grandi.

Noi abbiamo deciso di visitare invece la città sotterranea più grande della Cappadocia, Kaymakli.

All’entrata c’è un simpatico video dove viene mostrata la vita all’interno delle città sotterranee. E’ incredibile come siano riusciti a realizzare un’impresa di edilizia così difficile e che si sia conservata benissimo durante tutti questi anni!

Noi ci siamo aggregati a una coppia di inglesi che visitavano il sito in compagnia di una guida…devo dire che senza, sarebbe stato un po’ difficile apprezzare questo sito.

 

VALLE DI IHLARA E MONASTERO DI SELIME

 

Allontanandosi ulteriormente da Göreme, passando tra paesaggi vulcanici e cittadine sconosciute, arriviamo al piccolo paesino di Ihlara, attraversato dal fiume Melendiz, che ha scavato tra le rocce una valle verdeggiante che ricorda vagamente il Gran Canyon americano.

Il percorso parte da Ihlara, tocca il paesino di Belisirma e termina al Monastero di Selime. Il canyon, lungo 15 km e profondo 150 m, contiene circa 50 chiese scavate nella roccia. 

Per esplorare tutta la valle ci vorrebbe un giorno intero, ma noi abbiamo deciso di esplorare solo il tratto da Ihlara al punto ristoro poco prima di Belisirma, perché vi è più concentrazione di chiese, raggiungendo  poi in macchina il Monastero di Selime.

Il punto ristoro non è altro che una capanna tra gli alberi dove vengono preparate spremute di melagrana, dei rotoli ripieni di formaggio di capra e prezzemolo (la pasta si chiama Yufka ed è una tipicità della cucina turca, ma che ricorda vagamente una piadina) e snack vari.

Lungo il corso del fiume ci sono basse palafitte in legno con tavolini e cuscini, dove potersi fermare e consumare quanto acquistato, circondati da cigni e papere che svolazzano.

 

Il Monastero di Selime è un complesso di camini delle fate scavati su di una roccia altissima situato alla fine del percorso della Valle di Ihlara.

Qui vi si erano stabiliti un gruppo di monaci che costruirono una vera e propria fortezza, con stalle, cucine, chiese e dimore.

Per raggiungere la parte più alta del monastero si percorre un tratto piuttosto ripido e in salita, la roccia di tufo è molto sdrucciolevole e bisogna fare molta attenzione, ma una volta in cima si può godere di un’ampia vista sulle alture circostanti.

 

CASTELLO DI UCHISAR

 

Sulla via del ritorno, proprio quando il sole stava per tramontare, siamo passati dalla cittadina di Uchisar. Uchisar non passa di certo inosservata, la sua imponente fortezza di tufo si vede da tutta la vallata.

Costruita a scopo difensivo, è un insieme di camini delle fate, stanze, chiese e piccionaie, dalla cima si può ammirare anche un panorama a 360° di tutta la Cappadocia (utile per farsi un’idea delle distanze e di dove si trovano le varie vallate).

Ai suoi piedi si estende il piccolo villaggio e numerosi bar in cui è possibile fermarsi a prendere una tazza di çay mentre si ammira il tramonto.

Da qui partono anche alcuni sentieri che si addentrano nelle vallate sottostanti, una di queste è la famosa Pigeon Valley.

 

GIORNO 3

 

LOVE VALLEY

 

La Love Valley è una delle valli più belle e caratteristiche della Cappadocia, che collega Göreme ad Uchisar con un percorso di trekking in mezzo alla vallata.

Per maggiori informazioni riguardanti l’esatta ubicazione della valle leggere questo articolo (LINK).

Non è difficile capire il perché di questo nome, all’interno della valle, più precisamente nella parte iniziale, si trovano alcuni camini delle fate dalla forma fallica che svettano nel cielo.

Il percorso da seguire è piuttosto immediato, ma la bellezza di questi posti è proprio la possibilità di esplorare la vallata in totale libertà avvicinandosi alle conformazioni rocciose.

E’ possibile ammirare la Love Valley anche da un punto panoramico (che si vede anche quando si è in basso nella valle), dove si trovano 2 bar e altalene e punti fotografici a forma di cuori prettamente per turisti, ma che rendono l’atmosfera molto romantica e suggestiva.

Non capita tutti i giorni di dondolare sul precipizio della valle con questa vista meravigliosa.

 

ÇAVUȘIN

 

Çavuşin è un minuscolo paesino a nord di Göreme, da dove parte il trekking della Rose Valley.

Il centro città è caratterizzato da un incrocio di vie, qualche bar/ristorante e un negozio di souvenir, a ridosso di una parete rocciosa punteggiata da abitazioni troglodite.

Si tratta di Çavuşin Kilisesi, una chiesa bizantina scavata nella roccia, che però non visitiamo per mancanza di tempo.

Dopo un pranzo a base di pide, la pizza turca, solitamente a base di carne, peperoni o formaggio, diversa dalla nostra per la forma allungata ed il sapore, ci dirigiamo verso la Rose Valley.

 

ROSE E RED VALLEY

 

La Valle Rosa e la Valle Rossa sono due vallate, una di seguito all’altra, che collegano Çavuşin al Göreme Open Air Museum.

E’ davvero difficile individuare quando finisce una valle e ne inizia un’altra, lo si può capire solo dal colore delle rocce e dai nomi dei cartelli sgangherati che si trovano di tanto in tanto. Esteticamente però sono molto simili, e sembra di camminare in un’unica grande vallata.

Il percorso parte dal centro di Çavuşin, passando accanto al cimitero della città, vicino ad un ampio parcheggio sulla sabbia. 

Da qui parte una strada centrale piuttosto larga, in cui passano solitamente gruppi di cinesi in quad, con tante deviazioni in sentieri più piccoli che conducono verso la parete rocciosa.

La roccia di tufo prende dei colori tendenti al rosa ed arancio e delle forme ondulate, sembra quasi passa montata. Un gioco di luci e forme davvero particolare.

I sentieri molto spesso non sono segnalati, ma visibili e di facile intuizione, considerato che portano tutti verso un’unica direzione.

La prima parte del percorso si stende lungo la Rose Valley. Quando si inizia a risalire le montagne e ad addentrarsi in mezzo ai camini, la valle prende il nome di Red Valley, per il colore più acceso delle rocce.

A metà percorso si incontra anche un bar isolato dove potersi dissetare con le onnipresenti  spremute di arancia o melagrana.

Il percorso, come tutta la vallata del resto, era poco trafficato, a causa del periodo poco turistico in cui ci siamo stati.

E’ possibile percorrere alcuni tratti del trekking anche in sella a un cavallo. Lungo la strada asfaltata che da Göreme va a Çavuşin, sulla destra, si incontrano vari noleggi di quad e cavalli, ovviamente da utilizzare sempre accompagnati.

Ormai stanchi e con il sole che stava per tramontare, decidiamo di prendere una deviazione nel percorso e tornare nel sentiero principale per poi riprendere l’auto e guidare fino a Çavuşin.

E’ altamente sconsigliato girare per le valli e i percorsi di notte, onde evitare di perdersi e per una questione di sicurezza. Non che avessimo percepito situazioni pericolose, ma le classiche norme di sicurezza vanno sempre mantenute, soprattutto in viaggio!

La bellezza di questo luogo è data dalla possibilità di esplorarlo in totale autonomia, entrando all’interno dei camini delle fate, ammirando il paesaggio, fotografando le mille sfumature delle catene montuose, di tutto e di più….e si avverte un  vero senso di libertà!

 

COME RAGGIUNGERE LA CAPPADOCIA

 

Il nostro tour della Turchia, ve ne ho parlato in questo articolo (LINK), prevedeva 3 giorni ad Istanbul, 3 giorni in Cappadocia e 1 giorno a Pamukkale.

Per raggiungere la Cappadocia da Istanbul abbiamo preso l’aereo dall’aeroporto di Ataturk fino a quello di Nevsehir, con un volo della durata di 1 h e una spesa di € 50 a testa.

L’aeroporto di Nevsehir dista da Göreme circa 45 minuti, mentre quello di Kayseri, la città più grande dell’Anatolia centrale, dista circa 1 h di macchina.

La distanza più o meno è quella, ma noi abbiamo scelto l’aeroporto di Nevsehir perché gli orari dei voli erano migliori per le nostre esigenze.

 

COME SPOSTARSI IN CAPPADOCIA

 

Le cose da vedere in Cappadocia sono quasi tutte concentrate intorno alle principali città quali Göreme, Uchisar e Avanos, con distanze molto ridotte.

Mezzi pubblici non ne abbiamo mai visti, anche se su internet si parlava di Minibus che collegano una città all’altra, quindi noleggiare un’auto diventa indispensabile.

Qualcuno si affida interamente ai tour organizzati facendosi portare nelle varie destinazioni da queste agenzie che organizzano tour di 20-30 persone.

Il più delle volte questi tour sono dispersivi, caotici e finiscono sempre con la visita a un qualche negozio di souvenir. Se anche voi amate la libertà in un viaggio, quest’ultima opzione fa al caso vostro!

Inoltre la benzina costa davvero poco e le distanze sono piuttosto brevi.

 

DOVE MANGIARE IN CAPPADOCIA

 

Come ormai si era capito Göreme è il centro della Cappadocia ed anche la città con più ristoranti ed hotel. Qui si ha una vasta scelta, dalla cucina internazionale a quella tipica turca, tra tutti i ristoranti provati ci sentiamo di consigliare questi:

 

MOZAIK RESTAURANT → Consigliatoci dal nostro hotel, è un ristorante gestito da ragazzi giovani che hanno dato un’impronta moderna non solo all’estetica del locale ma anche ai piatti.

Propongono la tipica cucina turca, ci hanno saputo deliziare con dell’ottima carne e contorni.

 

SETEN RESTAURANT → Questo ristorante è il migliore di Göreme, se non dell’intera Cappadocia. Di classe, raffinato, scavato dentro a un camino delle fate con una bellissima corte esterna fatta di mattoni bianchi…è l’ideale per una cena romantica!

I prezzi sono nella media, il servizio è impeccabile ed è uno dei pochi ristoranti che serve alcolici.

Nel menù sono presenti principalmente piatti tipici turchi come il Pottery Kebab, della carne cucinata dentro a un vaso di terracotta. E’ necessaria la prenotazione.

 

In attesa dell’uscita dei prossimi articoli, ecco il video del nostro viaggio in Turchia:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *