Glendalough e Kilkenny – 2° tappa del viaggio in Irlanda

Dopo la visita alla capitale è nostra intenzione fare il giro dell’Irlanda alla scoperta di quelle bellezze naturali per le quali è famosa, fermandoci comunque ad ammirare anche altri aspetti culturali ed artistici.

Siamo alla ricerca di quella parte più rurale, lontano dalle grandi città, che caratterizza quest’isola.

Faremo il nostro tour percorrendola in senso orario e dirigendoci quindi prima a sud, poi a sud ovest, per risalire verso nord, fino all’Irlanda del Nord ed infine ridiscendendo sino a tornare a Dublino.

Il modo migliore per attuare il nostro piano è noleggiare un’auto, che ci permetterà di viaggiare secondo i nostri ritmi.

Ritiriamo l’auto all’aeroporto di Dublino, ma le prime due ore di viaggio sono quasi un incubo.

La guida a sinistra infatti, per chi non l’ha mai provata, non è immediata.

Occorre dare il tempo al nostro cervello di abituarsi.

Se a ciò si aggiunge, che all’uscita dalla zona noleggio, ci siamo ritrovati subito sull’autostrada che circonda Dublino come un anello, da cui partono strade per ogni direzione, il traffico dei veicoli ed un navigatore che invece di farci allontanare nella giusta direzione, ci conduce ad un parcheggio…ebbene il risultato è un guidatore in completo tilt!

Dopo aver recuperato un po’ di calma, finalmente imbocchiamo la giusta direzione verso sud e la Contea di Wicklow.

Questa contea, che confina con il territorio di Dublino, è una zona montuosa, con boschi, laghi e sentieri escursionistici.

E’ la zona dove i dublinesi vengono in vacanza per rilassarsi quando hanno tempo a disposizione, considerata anche la vicinanza.

In questa contea possiamo trovare grandiose residenze, immerse in imponenti giardini o cittadine lungo la costa.

La nostra meta però non è questa, vogliamo infatti penetrare nella zona più centrale della contea, quella più montuosa, dove in una valle glaciale si sono formati due laghi con intorno una ricca vegetazione e boschi sulle pendici delle montagne, che ospitano le rovine di quello che in epoca medioevale fu un grande centro monastico: Glendalough, che in irlandese significa valle dei due laghi, da lough, lago e glen, valle.

 

GLENDALOUGH

Ci fermiamo al villaggio prima di Glendalough per comprare dei panini, preferiamo infatti un pranzo al sacco in mezzo alla natura…e poco dopo arriviamo al grande parcheggio di fronte al Visitor Centre.

Grandi cartelli scoraggiano i turisti a non lasciare oggetti di valore esposti in auto, considerati i furti che si sono verificati.

All’interno del centro prendiamo delle mappe e dei depliants del posto e ci avviamo verso le rovine del centro monastico, attraversando un ponticello in legno su un ruscello ed arrivando ad una scalinata che conduce ad un arco di pietra, oltrepassato il quale, su una lastra, è incisa una croce.

Si arriva quindi ad un’area dove sorgono una serie di costruzioni in pietra grigia dominate da una torre circolare.

Fra le costruzioni, croci e lapidi di ogni tipo testimoniano la presenza di un cimitero tutt’oggi in uso.

La storia racconta che Saint Kevin, in monaco vissuto fra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500, si stabilisse in questa valle in cerca di un maggior contatto con la natura, gli animali e con Dio, in una sorta di eremitaggio, ponendo la sua base in quella che era una tomba dell’età del bronzo, sulla riva meridionale dell’Upper Lake (il lago superiore e il più grande dei due).

Dopo sette anni in completa solitudine, altri monaci raggiunsero Saint Kevin e con il tempo crearono strutture, chiese, case, insomma un monastero che nel corso dei secoli si accrebbe in fama e ricchezza.

Tutto ciò attrasse inevitabilmente, dapprima i vichinghi, che lo saccheggiarono più volte, e successivamente gli inglesi a più riprese, fino a quando nel XVII secolo fu definitivamente abbandonato.

Visitiamo quindi i principali edifici, costituiti dalla Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, dalla Chiesa di Saint Mary e di Saint Kieran, nonché dalla cucina di Saint Kevin, che in realtà è un’altra chiesa, ma viene definita cucina forse per la presenza di un campanile circolare che può essere paragonato ad un camino.

Su tutto domina l’alta torre circolare, che  è stata parzialmente ricostruita ed aveva lo scopo di guidare i pellegrini in visita al monastero.

 

Da questa zona partono due sentieri, uno costeggia il Lower Lake nella parte superiore, l’altro in quella inferiore.

Imbocchiamo quello superiore perché ci sembra più panoramico e si snoda in mezzo ad alti alberi.

Le acque del lago sono cupe, nonostante un pallido sole che va e viene fra le nuvole.

Passato il Lower Lake ci inerpichiamo su una salita che conduce alle suggestive rovine romaniche della Reefert Church, circondata dalle croci di un cimitero a da qui proseguendo lungo una scalinata arriviamo fino alla  Saint Kevin Cell, una ben misera capanna, ma il sito è degno di nota per la grande terrazza naturale, da cui si domina l’Upper Lake.

Tuttavia la grotta con l’eremo di San Kevin è sulla riva opposta non è visibile, né ci sono imbarcazioni che attraversano il lago.

In mezzo a questa splendida natura, decidiamo di consumare il nostro pasto, poi ci soffermiamo lungo la riva dell’Upper Lake, in basso, e decidiamo di ritornare al Visitor Centre percorrendo il sentiero inferiore, definito da una passerella in legno, tra alte felci e altra vegetazione.

Questo luogo è molto insolito e suggestivo, si potrebbe paragonare la figura di San Kevin a quella di San Francesco, ma Glendalough è molto diversa sia dall’Eremo delle Carceri di Assisi, che dall’Eremo di Camaldoli.

Glendalough è un luogo isolato, che ti trasmette serenità, dove il contatto con la natura ti fa capire come Saint Kevin possa essersene sentito attratto ed aver deciso di trascorrervi la propria esistenza…questo primo assaggio d’Irlanda rurale si è dimostrato estremamente positivo.

 

KILKENNY

Ci rimettiamo in viaggio perché dobbiamo percorrere ancora più di 100 km per arrivare a Kilkenny, dove si trova il nostro bed & breakfast.

Ripresa l’auto, dopo essere saliti fino a Glendalough, ora dobbiamo ridiscendere. Il paesaggio è estremamente isolato, la strada si snoda ora in mezzo ad una zona brulla, fino a quando non raggiungiamo la pianura, dove finalmente un sole splendente ci accoglie.

Le temperature si sono alzate, l’aria è più dolce ed una lunga strada di campagna, stretta e diritta ci accompagna a Kilkenny.

La nostra sistemazione è un piccolo bed & breakfast situato nella zona periferica della cittadina di Kilkenny, gestito da una gentile anziana signora, che ci chiede quando e cosa gradiremmo per colazione. Lasciamo l’auto nel parcheggio e decidiamo di percorrere a piedi i quasi due chilometri che ci separano dal centro città.

E’ una passeggiata molto gradevole, larghi marciapiedi costeggiano giardinetti su cui affacciano piccole casette colorate ad un piano, il traffico locale è poco intenso e noi ci godiamo il sole tiepido dopo il freddo di Dublino.

Kilkenny è una piccola città medioevale, oggi interamente dedita al turismo ed all’agricoltura, ma che in passato ha avuto un importante ruolo politico per l’Irlanda, tant’è che da qui prendono il nome gli Statutes of Kilkenny, ossia quelle regole che miravano ad evitare l’integrazione fra gli anglo-normanni e gli irlandesi e che rimasero in vigore due secoli, ma che non impedirono di fatto che tale integrazione avvenisse!

I maggiori luoghi di interesse sono il Castello di Kilkenny e la Cattedrale di Saint Canice, poste esattamente alle due estremità della città, collegate da una interessante strada lunga 1 km sulla quale affacciano le principali costruzioni; palazzi, negozi, cafè, pub e ristoranti.

Castello di Kilkenny – Irlanda

Purtroppo quando noi arriviamo le 17.00 sono  già passate e sia il castello che la cattedrale sono chiusi.

Ci avviciniamo comunque al castello per ammirarlo esternamente; è un imponente edificio di pietra grigia che risale all’epoca vittoriana, anche se ricostruito sui resti di un precedente castello risalente al XII secolo.

Sorge in posizione rialzata rispetto al fiume Nore, che scorre placido ai suoi piedi ed affaccia su curati giardini aperti al pubblico.

Fu per secoli la residenza della potente famiglia Butler, che vi abitò fino al 1935, quando gli alti costi di manutenzione, li costrinsero dapprima a vendere il mobilio e le suppellettili e poi a cederlo all’amministrazione cittadina per la simbolica somma di 50 sterline.

Dal castello ci dirigiamo verso la cattedrale percorrendo Parliament Street, la strada principale.

Qui avvertiamo un’atmosfera allegra e festosa; è venerdì sera e per gli irlandesi si è appena conclusa la settimana lavorativa.

I pub mandano musica a tutto volume, all’interno si beve, si canta e la birra scorre a fiumi!

Le vetrine dei bar e dei negozi sono tutte estremamente colorate, dai davanzali delle finestre e dai pali delle strade vasi di gerani rallegrano l’atmosfera, mentre andiamo verso la cattedrale cerchiamo  anche di adocchiare qualche posticino carino per cenare.

Quando arriviamo di fronte alla cattedrale di Saint Canice c’è ancora tanta luce, che ci consente di ammirarla dall’esterno in tutta la sua imponenza.

Dopo la cattedrale di Saint Patrick a Dublino è infatti questa la chiesa medievale più grande di tutta l’Irlanda.

La leggenda narra che la chiesa subì un incendio intorno all’anno mille, poi ricostruita vi fu il crollo del campanile, ricostruito il tetto, troppo pesante, fece cadere di nuovo il campanile ed infine, come molte chiese in quel periodo, fu adibita a stalla dalle truppe di Olivier Cromwell, fino alla sua completa ristrutturazione terminata nel 1863.

Torniamo indietro sulla Parliament Street e ad un certo punto imbocchiamo la Saint Kieran Street, una strada pedonale con pub e ristoranti, che purtroppo nel frattempo si sono riempiti…facciamo davvero fatica a trovare un posto dove cenare, i pub straripano di gente, fino a quando il Paris Texas Pub ci appare come un’oasi nel deserto, è bello, grande, fa buona musica ed ha diversi tavoli liberi!

Dopo aver consumato un pasto dignitoso, non siamo ancora contenti e cerchiamo la gelateria che avevamo intercettato prima di cena…ma ora è chiusa!

Finalmente approdiamo in un’altra gelateria, dove un ragazzo, sentendoci parlare italiano, ci racconta di essere venuto in Italia, l’anno precedente, a Rimini, ma un po’ fuori stagione.

Al nostro suggerimento di tornare in primavera o estate ci risponde che non può lasciare l’attività in quel periodo di massimo lavoro.

Torniamo a piedi verso il nostro B&B, le strade in quella zona sono molto silenziose, ripensiamo al centro città di Kilkenny, così vivace e allegro.

 

Domani però ripartiremo alla volta della nostra terza tappa del viaggio → Rock of Cashel e Killarney

 

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