Cordova – 7° tappa del viaggio in Andalusia

Dopo una mezza giornata trascorsa a Malaga volgiamo verso le destinazioni più battute dell’Andalusia, quelle dove l’influenza moresca spicca di più e dove le tradizioni si fanno maggiormente sentire.

Cordova, in spagnolo Cordoba, è la città più calda della regione ed è attraversata anch’essa come Siviglia dal fiume Guadalquivir.

Situata nell’entroterra, vicino alla catena montuosa della  Sierra Morena, nel corso degli anni fu capitale dell’Hispania Citeriore durante l’Impero romano e successivamente del Califfato degli Omayyadi.

Ha visto numerosi popoli abitare la sua terra ed oggi è un mix perfetto tra architettura araba, spagnola e romana.

Poche città al mondo possono vantare di avere un edificio che sia sia chiesa che moschea!

Un edificio di  incomparabile bellezza e magnificenza…

 

Cordova è la città dei fiori colorati e dei vasi blu appesi ai muri, è la città dalle strette vie acciottolate e dal passato impregnato di storia.

 

Abbiamo dedicato alla visita della città solamente una giornata, arrivando da Malaga e partendo poi per Granada (due spostamenti di 2h ciascuno che hanno portato via un po’ di tempo).

Col senno di poi sarei rimasta una notte a Cordova per poter visitare il sito Madinat al-Zahra’ situato fuori dalla città e per assaporare il clima serale.

 

Il centro di Cordova è cinto da grandi mura, delle quali restano solo alcuni tratti e alcuni portali perfettamente conservati.

 

COSA VEDERE A CORDOVA

 

PONTE ROMANO

Anche qui, come in altre zone dell’Andalusia, ci sono luoghi che hanno fatto da sfondo ad alcune scene del telefilm Games Of Thrones (ne parlo in questo articolo); in questo caso il protagonista è il bellissimo Ponte Romano della città.

Dopo aver seguito il perimetro delle mura siamo entrati nel centro della città proprio dal ponte, godendo fin da subito di un’ottima prospettiva sulla Mezquita.

Il Ponte Romano attraversa il fiume Guadalquivir per 247 metri di lunghezza, possiede 16 arcate ed è patrimonio dell’UNESCO.

In tutta la zona circostante ci sono giardini e camminamenti lungo le rive del fiume, perfetti per godersi una passeggiata tranquilla vicino alla città.

MEZQUITA DI CORDOBA

Non ero mai stata in una moschea, né tantomeno avevo avuto l’occasione di vedere un edificio così particolare ed affascinante…

Da fuori si vedono solo i lunghi muri malmessi con qualche decoro arabo e la Torre del Alminar che si erge nel cielo, ma varcando la porta che affaccia sul Patio de los Naranjos si inizia a percepire la magia di questo luogo.

Lo stupore che ci ha pervaso quando siamo entrati dentro alla Moschea è stato incommensurabile!

Ben 19 navate e 856 colonne bianche e rosse sormontate da arcate doppie in mattoni e pietra adornano gli spazi interni.

Il miḥrāb, decorato con piastrelle luccicanti, è la nicchia all’interno di una parete che indica la direzione della Mecca verso cui devono essere rivolti i fedeli durante la preghiera. In questa moschea è rivolta verso sud e non verso sud-est.

La Moschea, oggi Cattedrale dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima, è il simbolo della perfetta unione tra architettura arabo-islamica, gotica e rinascimentale dell’Andalusia.

La storia di questo luogo è un intervallarsi di regni cristiani e arabi.

Nel luogo dove sorge adesso la struttura si ergeva l’antica chiesa visigota di San Vincenzo.

Quando nel 756 i musulmani occuparono Cordova la chiesa inizialmente fu suddivisa e utilizzata contemporaneamente da cristiani e musulmani, anche se negli anni seguenti l’emiro ʿAbd al-Raḥmān I fece demolire la chiesa cristiana e intraprese la costruzione della grande moschea.

Successivamente, nel 1236, quando Cordova fu riconquistata da Ferdinando III di Castiglia, la moschea fu convertita in cattedrale.

Venne introdotta la Cappella Reale proprio al centro della struttura, purtroppo causando la demolizione di alcune colonne.

La biglietteria si trova all’interno del patio, tra gli alberi di arancio, la fila per entrare è piuttosto lunga, ma scorrevole.

Sarebbe bello gironzolare per la Mezquita da soli o con poche persone, perchè è davvero difficile scattare foto senza turisti, ma con un po’ di fortuna e negli angoli più appartati dell’edificio vi riusciamo.

PREZZO: intero 10 €, ridotto 5 €, gratuito bambini sotto i 10 anni
ORARIO: Da novembre a febbraio: dal lunedì al sabato 10:00-18:00 e domenica 8:30-11:30 e 15:00-18:00. Da marzo a ottobre: dal lunedì al sabato 10:00-19:00 e domenica 8:30-11:30 e 15:00-19:00.

 

BARRIO DE LA JUDERIA

Appena fuori dalla Mezquita ci si ritrova letteralmente catapultati nel caotico quartiere della Judería.

L’antico quartiere ebraico della città è un dedalo di vie strettissime, con ristoranti tipici, strette stradine, negozi di souvenir e tantissimi vasi di fiori colorati alle pareti.

Perdersi e meravigliarsi ad ogni angolo, è questo il segreto per vivere questo quartiere.

 

ALCÁZAR DE LOS REYES CRISTIANOS

Ormai è chiaro che ogni città dell’Andalusia che si rispetti ha il proprio Alcazar.

Quello di Cordova è meno conosciuto rispetto a quello di Siviglia o Malaga, ma ugualmente molto interessante e curato.

L’Alcazar dei Re Cattolici fu fatto costruire da Alfonso XI nel 1328 e poi modificato dai Re Cattolici che si succedettero e che ne fecero la loro residenza, da cui proviene l’origine del nome.

La struttura del palazzo ricorda molto quella dell’Alcazar di Malaga, costruito con grandi mattoni, terrazze panoramiche, mura e torri di vedetta.

La particolarità di questo palazzo però sono i giardini rigogliosi, con al centro una fontana lunghissima e circondata da fiori di tutti i tipi e colori.

Cipressi, cespugli, fontane, gazebi e panchine ornano il giardino soleggiato e danno allegria e colore al palazzo.

PREZZO: intero 4 €
ORARIO: lunedì chiuso, da martedì a sabato dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 17:30 alle 19:30 e domenica dalle 09:30 alle 14:30

 

MADINAT AL-ZAHRA’

Madinat al-Zahra’, è un sito archeologico a circa 7 km a ovest di Cordova ed è dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

E’ stata una residenza califfale omayyade tra il X e l’XI secolo ed è considerato un perfetto esempio di palazzo nobiliare di quel tempo.

La struttura di questa antica città è caratterizzata da 3 terrazze: in quella superiore si trova la residenza del califfo e dei più importanti dignitari di corte, quella mediana è occupata da giardini e orti, mentre in quella inferiore si trovano la moschea e la città vera e propria.

Davvero un peccato non averla potuta vedere a causa del poco tempo per spostarsi in giornata a Granada. Anche la stanchezza stava iniziando a farsi sentire.

 

Cordova è stata una bella scoperta, la sua Moschea mi ha fatto approcciare per la prima volta alla cultura araba e mi ha fatto scoprire i meravigliosi decori architettonici tipici di quel popolo.

E’ un piacere passeggiare tra le strette vie del centro, osservare i balconi fioriti delle case e assaporare la cucina andalusa in un delizioso ristorante della zona.

Taberna Plateros in Calle San Francisco, 6  è stata la nostra scelta.

Un semplice ristorante, con un fresco e bellissimo patio interno, abbellito da vasi di fiori, piante pendenti e passaggi a volte.

Uno dei pochi ristoranti dove abbiamo trovato un clima autentico, in cui abbiamo potuto assaggiare ottimi piatti di mare tra gli abitanti del luogo che guardavano il TG locale, fumavano o prendevano un digestivo.

Un locale tradizionale senza troppe pretese, dove assaggiare a basso prezzo tipicità uniche.

 

Cordova ci ha saputo coinvolgere fin da subito, con la sua aria antica e colorata, ci ha fatto apprezzare maggiormente questa bellissima regione quale è l’Andalusia.

Non pensate neanche per un secondo di poter saltare questa città nel vostro itinerario!

 

Prossima tappa del viaggio on the road in Andalusia → Granada

 

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