Gibilterra, la sosta da NON fare – 4° Tappa del Viaggio in Andalusia

Dopo una meravigliosa giornata trascorsa nella selvaggia Costa de la Luz partiamo di buon ora alla volta di Gibilterra.

Avevo deciso di inserire Gibilterra nel nostro tour perché mi ero lasciata affascinare dalla Rocca di Gibilterra, la grande roccia della città conosciuta come una delle famose Colonne d’Ercole.

Le Colonne d’Ercole in antichità e nella letteratura classica indicavano il limite estremo del mondo conosciuto, mentre geograficamente vengono collocate in corrispondenza della Rocca di Gibilterra nel continente europeo e del Jebel Musa nel continente africano.

Volevo vedere l’Africa ed il mondo dalla cima della grande roccia ed immaginare cosa potevano provare i grandi marinai quando varcavano quelle possenti colonne.

Avevo ricevuto opinioni contrastanti: c’era chi mi diceva che non valeva la pena fermarsi e chi invece aveva apprezzato il Parco Naturale della Rocca.

Poiché mi ritengo una persona che cerca di farsi una propria opinione direttamente ed avendo comunque una mezza giornata disponibile da inserire nell’itinerario, abbiamo pensato che non potesse essere così male dedicarle una mattinata…

Sbagliavamo! Ma andiamo con ordine.

 

Lasciata Tarifa in una mattina dal cielo piuttosto grigio, il tragitto che porta a Gibilterra, di appena un’ora, è un sali e scendi tra promontori avvolti dalla nebbia.

Poco prima di arrivare a Gibilterra passiamo per Algeciras, una città portuale piuttosto importante situata dall’altra parte del Golfo di Gibilterra, che non ci fa una buona impressione.

Probabilmente tutto ciò è dipeso dal fatto che essendo un mercoledì mattina, giornata lavorativa, c’erano numerosissimi camion…così  più ci si avvicinava a La Línea de la Concepción, la cittadina spagnola che confina con Gibilterra, meno eravamo convinti della nostra scelta.

 

Costeggiando il lungomare, notiamo diverse  persone fare jogging, fino a quando non arriviamo di fronte alla dogana per cercare un parcheggio gratuito (per chi non lo sapesse Gibilterra fa parte della Gran Bretagna, quindi è in un’altro stato).

Non avevamo  ancora fatto colazione, ma di  bar neppure l’ombra, solo un McDonald e un minimarket… intanto osserviamo gruppi di persone frenetiche dirigersi verso l’entrata della dogana.

Tutta la zona circostante la linea che separa le due città è completamente spoglia, distese di terra battuta, qualche camion parcheggiato, una rete metallica che fa da confine, sporcizia un po’ ovunque ed in lontananza la famosa roccia con la punta completamente avvolta dalle nubi.

 

 

Ci incamminiamo verso la dogana e al passaggio nessuno ci degna  di uno sguardo e tantomeno ci chiede i documenti di riconoscimento.

Avendo poco tempo a disposizione decidiamo di prendere il tram per avvicinarci alla zona della rocca, ma ahimè abbiamo pagato un biglietto piuttosto caro per fare appena 2 km ed arrivare al terminal del bus su Corral Road.

Qui, passando sotto ad archi in pietra inizia il centro storico di Gibilterra, con la Grand Casemates Square piena di ristoranti e gente che passeggia per poi proseguire su Main Street.

Grand Casemates Square, Gibilterra
Main Street, Gibilterra

Sicuramente si capisce di essere arrivati in una zona colonizzata dagli Inglesi, per l’architettura che cerca di emulare in tutto e per tutto lo stile britannico…ci sono anche le famose cabine telefoniche rosse!

Oltre all’architettura, anche il clima sembra  voler assomigliare in tutto e per tutto a quello Inglese: vento, nuvole e persino qualche goccia ci hanno accompagnato per gran parte della mattinata.

 

Alla fine della via si arriva alla Cable Car, la funivia che conduce alla cima della Rocca di Gibilterra.

Pensavamo di utilizzare questa funivia per il viaggio di andata, mentre al ritorno avremmo valutato in base al tempo rimasto.

Chiediamo due biglietti che ci consegnano per una cifra assurda, ben € 35 per 3 minuti di funivia! Avevamo deciso di non cambiare gli euro in sterline per evitare di perdere tempo o avere sprechi di denaro, ma non ci aspettavamo queste cifre assurde!

Mentre saliamo con la funivia e ci avviciniamo alla punta della Rocca veniamo sempre più inghiottiti dalla nebbia.

Realizziamo di non aver avuto fortuna con il meteo, anche se fino a quel momento, pur essendo l’inizio di ottobre, avevamo avuto bel tempo.

La cosa surreale è che tutto intorno a Gibilterra, le città vicino, i promontori in lontananza, erano tutti baciati dal sole, solo sopra Gibilterra c’erano le nuvole!

La funicolare si ferma in una struttura in cemento piuttosto malmessa, con un bar e una terrazza panoramica dove è possibile vedere la città spagnola oltre il confine, il Mar Mediterraneo e la costa africana….se non fosse per le nuvole che non ne vogliono sapere di abbandonare la cima della Rocca!

 

IL PARCO – UPPER ROCK NATURE RESERVE

 

Piuttosto amareggiati per il mancato appuntamento con il  panorama mozzafiato, decidiamo comunque di affrontare la visita del parco.

All’interno del Upper Rock Nature Reserve di Gibilterra infatti si trovano diverse attrazioni collegate tra loro tramite stradine.

Dalla cima della rocca partono due sentieri, uno che porta a sud e uno a nord, che poi, circa a metà, si collegano.

Percorrendo quello nella zona meridionale, si incontra il Muro di Carlo V, ciò che rimane dell’antica fortificazione voluta da Carlo V per difendere la rocca dagli attacchi nemici.

 

 

Questa zona chiamata Ape’s Den è la più frequentata dalle bertucce, le scimmie di Gibilterra (le uniche presenti in Europa).

Questi animali non hanno paura di niente, quindi attenzione ad avvicinarvi troppo ai cuccioli o a mangiare vicino a loro, potrebbero rubarvi la merenda.

Neanche in Cambogia avevo visto delle scimmie così da vicino e così propense a stare a contatto con l’uomo, c’è da dire però che tutta la zona in cui stanno è davvero in condizioni pessime a livello di sporcizia e mantenimento.

 

 

Proseguendo per questa strada si arriva ad O’Hara’S Battery, un punto di vedetta a difesa della città, con resti di strutture militari. Una zona praticamente abbandonata a se stessa, con le eventuali attrattive chiuse.

Dopo poco si arriva alla Saint Michael’s Cave, una grotta naturale oggi utilizzata per concerti ed eventi.

Non vedevo l’ora di vederla, per la presenza di stalattiti e stalagmiti al suo interno, ma il biglietto che avevamo fatto alla funivia non era valido per l’entrata alle attrazioni nei vari punti di interesse della riserva, anche se nella guida c’era scritto il contrario.

Quindi dopo aver speso ben € 35 – praticamente per nulla –  non ce la sentivamo di spendere ancora per un luogo che non ci stava piacendo affatto!

 

All’uscita della grotta, dopo un breve passaggio a piedi, si trovano i Mediterranean Steps, una ripida scalinata che conduce ai piedi della rocca.

Noi però dovevamo vedere ancora tutta la parte settentrionale, quindi non li abbiamo percorsi.

 

Il sentiero in prossimità del centro della Rocca si congiunge con quello nord, conducendo verso l’altro versante.

Qui, nella mappa e nei cartelli segnaletici esposti in tutta la riserva viene segnalata la presenza di un ponte di corda, che però noi non abbiamo trovato.

In prossimità del punto di unione dei due sentieri si trova una terrazza panoramica, Queen’s Balcony, ormai divenuto casa di alcune bertucce (anche questo tenuto in condizioni pietose).

Si arriva finalmente sull’altro versante da cui si vede un bel panorama su Gibilterra e La Línea de la Concepción per poi arrivare ai Great Siege Tunnels, una serie di gallerie artificiali a scopo difensivo, scavate tra il 1779 e il 1782 al fine di proteggere la città dagli attacchi delle truppe spagnole e francesi.

Anche qui non siamo entrati per via del costo del biglietto e per l’umore ormai basso.

 

 

 

Proseguendo sul sentiero, scendendo la Rocca, si trova il Castello Moresco di Gibilterra, una fortezza di piccole dimensioni con una torre completamente ricostruita.

Un po’ deludente esternamente, è possibile anche la visita degli interni ma quando ci siamo andati noi era chiuso.

Siamo rimasti davvero delusi e rattristati da questo luogo dalle grandi potenzialità, ma del tutto trascurato, lasciato andare e mal gestito in un periodo dell’anno ancora piuttosto attivo per il turismo.

 

Abbiamo anche provato a dare una possibilità alla città spagnola oltre Gibilterra, rivelatasi però una città sporca, deserta, con edifici che sembravano dovessero sgretolarsi al primo sguardo e neanche l’ombra di un ristorante decente.

Giusto qualche windsurfer che sfruttava la giornata ventosa lungo la costa spagnola…

 

Perciò dopo una breve sosta alla Lidl per prendere qualcosa da mangiare, siamo letteralmente scappati via, verso il cuore dell’Andalusia speranzosi di ribaltare le sorti di questa giornata!

 

Prossima tappa del tour in Andalusia → Ronda

 

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